domenica 9 novembre 2008

Azzurro. e rosso sopra

Ti svegli una mattina e sei incazzato nero. Anzi. Sei incazzato di brutto. Sei incazzato come uno che in realtá non si é svegliato... perché non si é mai neanche addormentato. Perché ha passato la notte a mordere il cuscino e a conficcarsi le unghie a fondo nella carne del palmo...Ti svegli una mattina e hai freddo e piove e sei distrutto e sei solo. Con la rabbia che hai nel sangue potresti uccidere un passante qualunque, cosí, solo per sentire la consistenza dei muscoli sotto la pelle lacera, per sentire il suono delle ossa che si spezzano, per gustare l´odore di paura e morte. Ti alzi ed é ancora azzuro. E rosso sopra. Come tutti i giorni. E sei solo.

L´aria é fredda sulla pelle nuda e piove. Strada d´asfalto nero e grigio riflette lo stesso cielo bianco e grigio di sempre ultimamente. La strada é bella perché é infinita. Potresti camminarla per sempre. Potresti guardarla sparire dietro a un milione di orizzonti. E nessuno sarebbe uguale.

Ho trovato la soluzione. Prendo la strada e corro. Contro la pioggia. Contro il vento. Contro la mancanza d´ossigeno. Corro la strada finché dura e se finisce mi giro e ne cerco un altra. Corro finché il sangue pompa ed i muscoli si tendono, finché ne resta solo poco e non arriva al cervello.
Solo allora sono finalmente libero... di non pensare a niente. Nirvana...
Corro finché questo corpo regge. Quando non regge piú, non smetto di correre. Aspetto di cadere. Poi mi rialzo.
Mi sono sempre rialzato... finora...

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