domenica 16 novembre 2008

Io solo ed un guinzaglio d' oro

A volte non ti svegli così una mattina. Non ci dormi la notte, ma lo respiri ogni istante tutti i giorni, di tutti quelli che ti puoi ricordare, di ciascuno che ti incombe davanti.
E non basta correre per sentirsi meno incazzati. Né togliersi una scarpa ed aspettare che il tuo problema salti fuori e cada a terra, o aprire l’ armadio e fare un po’ d’ ordine tra camicie e scheletri, mendicando sollievo.
È quando ti guardi allo specchio e ti fai schifo. Senza scuse.
È la sensazione di vivere in affitto.

Ci sono bambini a cui non viene mai tagliato il cordone ombelicale.
Cresce e si rinforza con loro… queste persone vivono protette da una bolla di mucosa vitrea e traspirante. Possono vedere il mondo, ma non possono toccarlo direttamente. E i colori si sfocano con la distanza attraverso la parete viva e sottile. Il sangue che scorre denso attraverso il cordone li nutre, ricco di tutti i cibi. Ma non possono sentirne il sapore.
Questi bambini crescono coccolati nel tepore della bolla… ma non conoscono il freddo. Né la pelle d’oca lasciata da una carezza. I suoni del mondo sono vibrazioni lontane, si espandono e rimbombano in vibrazioni alterne del liquido amniotico. Il sorriso in uno sguardo o l’emozione di un contatto… sono allucinazioni altrui. Quei bambini conoscono solo l’abbraccio della bolla.

Quando diventano adulti, il cordone si sposta lentamente verso la testa, percorrendo tutto il tronco fino all’altezza del collo. Poi s’ingrossa e s’irrigidisce. Assume una tonalità di giallo tendente all’ ocra, e nei suoi vasi il plasma si mescola ad una sostanza dello stesso colore, brillante e metallica.
La bolla si assottiglia ed aderisce attillata al corpo, costretto in posizione eretta dalla nuova consistenza del cordone. La membrana in questo modo è più permeabile alla luce, e la persona nella bolla può finalmente vedere in modo distinto i colori, e sentire l’eco dei suoni. L’illusione di contatto con la realtà è molto forte in questo stadio. Ma la realtà appartiene a chi vive al di fuori della bolla. A quelli che sono nati.

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